Cosa fare con una batteria esausta? Gli artigiani, invece, devono adempiere ad alcuni obblighi normativi e contattare uno dei Raccoglitori Autorizzati.
Le batterie e l'ambiente Le materie plastiche che contengono la batteria, per quanto resistenti, possono rovinarsi e rompersi. Dopo l'abbandono, la batteria subisce urti, trascinamenti e schiacciamenti che conducono alla fuoriuscita dei componenti tossici e nocivi, tra i quali l'acido solforico. L'acido solforico è un composto fortemente corrosivo che danneggia qualsiasi materiale col quale entra in contatto. Esso provoca ustioni anche gravi al contatto con la pelle, è pericoloso per ingestione e per inalazione, corrode i tessuti ed altri materiali di abbigliamento e protezione ed è in grado di acidificare grandi bacini o fonti idriche sotterranee o superficiali, danneggiando irreparabilmente flora e fauna e nuocendo, altrettanto irreparabilmente, alle risorse di acqua potabile od irrigua, intaccando le loro caratteristiche di neutralità chimica e di purezza biologica. La plastica è un materiale resistente e non biodegradabile, il quale, pur non esercitando di per sé‚ un pericolo diretto per la salute, poiché chimicamente inerte, è però una fonte di inquinamento visivo: il forte impatto estetico negativo che consegue all'abbandono di rifiuti plastici deturpa il paesaggio. Non va dimenticato, inoltre, che tutti i rifiuti, compresi i contenitori o i sacchetti di plastica, sono in grado di esercitare azioni negative di tipo fisico, come l'ostruzione di condotte, canali ed altro o di tipo biologico come il noto fenomeno del soffocamento da ingestione in grandi animali marini.
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